Quello strano oggetto

Fiamme

Questo è un breve racconto che ho scritto negli anni ’80. Se non sbaglio ero a scuola e avrei dovuto seguire la lezione di italiano, ma… scrivere era stato molto più interessante!

C’era, in fondo ad una via del mio quartiere, uno di quei negozi di cose curiose, a volte molto antiche, dove mi soffermavo spesso. Mi avvicinavo alla vetrina e guardavo all’interno quello strano oggetto che da anni mi bloccava lì davanti. Ho sempre pensato che quello strano oggetto dovesse avere un significato: a guardarlo non si sarebbe detto, sembrava solo una statuetta senza una forma precisa; ma ero sicuro che a qualcosa dovesse servire, qualcosa di importante, molto importante. Ormai era diventato il mio sogno, la mia ossessione, quasi il mio incubo; io vivevo solo per quello strano oggetto. Quando ero a scuola pensavo solo a lui e tentavo di immaginare cosa avrei potuto farne; ma come potevo se sembrava così senza senso? Speravo di riuscire, un giorno, a comprarlo, per farlo mio; mio lui e i suoi segreti. Leggi tutto “Quello strano oggetto”

Quotidiana apertura di un armadio di identità

Stromae

Questo breve racconto nasce da una riflessione sulla compresenza in ogni essere vivente di maschile e femminile, di una parte più pratica e forte e di una più emotiva. La serenità personale è possibile solo nella riappacificazione dell’una con l’altra.
L’occasione era stata l’uscita del video “Tous Les Mêmes” di Stromae.

Come ogni mattina sono andato in bagno e dopo essermi lavato le mani mi sono guardato allo specchio. Attraverso la superficie lucida e luminosa vedevo riflettersi lo spazio intorno a me in una ripetizione magica della realtà. Una cosa sola non andava bene: al centro continuavo a non riconoscere la persona che vedevo. Mi scrutavo e mi controllavo, sapevo di essere io; sapevo però anche di non esserlo.
Svolsi tutte le consuete operazioni del mattino e tornai in camera a vestirmi. Dovevo scegliere cosa indossare e nel contempo dovevo scegliere chi quel giorno sarei stato. Leggi tutto “Quotidiana apertura di un armadio di identità”

Vuoto

Van Gogh

Questo è il testo che ho scritto per lo spettacolo BLACKOUT, organizzato da Arcigay Genova per il 29 gennaio 2017 nel Munizioniere di Palazzo Ducale di Genova in occasione del Giorno della Memoria.

Ho provato a fingere che non fosse successo nulla illudendomi che fosse sufficiente girare pagina per riprendere una vita normale.
Oggi mi chiedo come ho fatto a raccontarmi una simile menzogna; avevo bisogno di quell’illusione e ho scelto di crederci.
Sentivo, nel profondo dell’anima, una ferita aperta che faceva male e stava ancora sanguinando. Era necessario aspettare per tornare a pensarci.

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Ranocchio

Rane in accoppiamento

Questa sera, sotto una bella luna piena, voglio raccontarvi quello che mi è successo.

Ero sulla riva del mio stagno a grattarmi la pancia come al solito e mi stavo appisolando ascoltando il fruscio dell’erba.
Mi accorsi pian piano di una voce cristallina che si stava avvicinando; era un canto meraviglioso.
All’inizio mi lasciai incantare, ma improvvisamente divenni consapevole del pericolo.
Spuntò da dietro gli alberi una bellissima ragazza vestita di bianco e dai capelli biondi come l’oro. Sulla testa portava una corona regale. Leggi tutto “Ranocchio”

Messaggio alla Nazione 2009

Grazie mille! Se prima sono entrato a Trento trotterellando, per ritrovarmi però l’anno successivo solo a Staglieno e impiegare un altro anno per accorgermi d’essere ancora solo a metà del cammino,… quest’anno che dire? Ho scoperto il segreto! 2 alla seconda per 3 alla seconda, per scoprire di essere divisibile abbastanza da condividere questo compleanno con tutti gli amici che, come te, si moltiplicano intorno a me. Un abbraccio, Klaus.