Finisce la mia presidenza di Arcigay Genova

Via qualche sassolino, ma soprattutto tanti ringraziamenti e tante persone amate!

Carissime e carissimi.

Questo momento è arrivato e mi rendo conto che non ci si prepara mai abbastanza ad un passaggio così importante. Si tratta di un passo complesso da un punto di vista associativo e, come potete immaginare, anche dal punto di vista personale.
Entrambi sono per me molto importanti, perché Arcigay è un NOI che è fatto di tanti IO, e ogni IO è importante. Ogni IO qui ha trovato e trova spazio e sono sicuro continuerà a trovarlo.
La sfera personale è anche politica, ma prima di questo viene il fatto che ogni persona è preziosa, prima di avere un valore politico.

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Messaggio alla Nazione 2021

È successo un 48: l’asino adesso è cotto!

Oggi 23 febbraio 2021 mi è successo un 48!

In che senso? Raggiungo di fatto tale veneranda età.
Non riesco a fare considerazioni sull’anno passato, decisamente complesso e molto più “48” di questo giorno. Pandemia e disoccupazione da una parte, ma anche nuove esperienze lavorative e nuova carica per un nuovo futuro.
Soprattutto: otto chili in meno rispetto l’ultimo aprile, persi senza troppa foga, ma con determinazione!

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Sassate da «Il Popolo di Val Polcevera»

«Il Popolo di Val Polcevera» è stata una pubblicazione periodica genovese, in particolare della zona di Sampierdarena, fra il 1943 e il 1945, durante cioè il periodo della Repubblica Sociale Italiana. L’indirizzo politico era reso chiaro dal sottotitolo del periodico e cioè “Settimanale d’azione dei Fasci repubblicani valpolceveraschi”.

Ne conservo una pagina, di cui sotto riporto le scansioni del fronte e retro, perché nella stampa del 12 febbraio 1944, nella rubrica “Sassate dal Polcevera”, il giornale attaccò mio bisnonno Vittorio Meichsner de Meichsenau (in quegli anni parte del cognome era stata tradotta in Maineri de Meichsenau).

La situazione in effetti per lui era molto delicata.

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Vittorio Meichsner de Meichsenau nella satira di «La Giovine Fiume»

Nel 1905 mio bisnonno Vittorio Meichsner de Meichsenau si iscrisse al circolo Giovine Fiume e successivamente diventò segretario del Partito Autonomo fiumano. Quindi nel 1907 fondò con un gruppo di soci del circolo il giornale «La Giovine Fiume», un giornale politico e artistico pubblicato a Fiume dal 6 aprile 1907 al 19 febbraio 1910.
Nell’Assemblea del Partito Autonomo del 24 marzo 1907, nel periodo quindi in cui i partiti si preparavano alle nuove elezioni della Rappresentanza Municipale prevista per il 24 maggio successivo, propose la riforma dello Statuto del partito in favore della promozione dell’unione di Fiume all’Italia, chiedendo la rinuncia all’obiettivo di uno stato fiumano autonomo. Respinta la proposta, insieme agli altri quattro membri con lui d’accordo, si dimise, ma alle elezioni venne comunque eletto membro della Rappresentanza Municipale, col gruppo degli irredenti che la Giovine Fiume aveva imposto al Partito autonomo.
Riporto qui un articolo di satira pubblicato su di lui proprio da «La Giovine Fiume» il 16 febbraio 1908. La copia consultata è conservata presso l’Archivio-Museo Storico di Fiume della Società di Studi Fiumani (Roma).

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Purga

Purga

Questo è il testo che ho scritto per lo spettacolo Parole d’Inciampo, organizzato da Arcigay Genova per il 4 febbraio 2018 presso la Commenda di San Giovanni di Pré a Genova in occasione del Giorno della Memoria.

Spettri. Vedo i loro volti, deformati, davanti a me. Sono ombre che fatico a comprendere. Ridono. Mi colpiscono. Mi interrogano. Mi feriscono. Poi il dolore mi annebbia i pensieri, fino a non capire più nulla.

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La Principessa col Pisello

La Bella addormentata nel Bosco

C’era una volta un re, che regnava con giustizia e saggezza sul suo popolo e viveva felice con la regina sua sposa.
Quando nacque l’erede al trono, fu un momento di grande felicità per loro e per tutto il regno. Appena la regina si riprese dalle fatiche del parto, entrambi presentarono ai sudditi la principessa Aurora, una bambina così dolce e sorridente da farsi subito ben volere da chiunque.

Una cosa insolita era però successa, che aveva fatto arrossire timidamente i suoi genitori e tutti coloro che li avevano assistiti alla nascita. Aurora aveva il pisello. Leggi tutto “La Principessa col Pisello”

Hänsel und Gretel (DARK VERSION REMIX)

Casa di caramelle

Si aggirava sfinita e stanca per la sua casa. Consumata dalla fame di carne viva, strisciava le unghie aguzze sui ripiani della cucina. Da troppo tempo la sua mannaia giaceva sul tagliere insanguinata senza che riuscisse ad usarla.
Quella notte aveva inseguito una bestia notturna di cui si era cibata; non aveva neanche capito cosa fosse. L’aveva divorata e basta.
Quel giorno però accadde qualcosa di molto interessante. Si affacciò dalla finestra, stando attenta ad evitare il sole, e vide due bambini che camminavano intorno alla sua casa. Le sembianze dolci e accoglienti li avrebbero sicuramente attirati.
E così fu: bussarono alla porta.

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Il piano regolatore di Genova approvato nel 1825

Rapporto sul Progetto d’ingrandimento della Città

Durante una delle mie visite di consultazione dell’Archivio Storico del Comune di Genova, mi sono imbattuto nel primo Piano Regolatore moderno della Città di Genova, approvato dai Consigli Generale e Particolare il 26 aprile 1825.
La redazione era stata curata da Carlo Barabino (Genova, 1768-1835), Architetto di Città dal 1818, fino alla sua morte nell’epidemia di colera del 1835; persona geniale e creativa, ha dato a Genova la sua nota e forte impronta ottocentesca.
Il Piano prevedeva un ampliamento del centro abitato per una nuova capacità stimata intorno ai 10.000 abitanti. Per la storia della demografia genovese fra Otto e Novecento vi rimando al testo “GE900. La Grande Genova. 1926-2006” curato da Elisabetta Arioti, Luigi Canepa e Raffaella Ponte (2008).
Il Piano non è firmato, ma la grafia, paragonata agli altri documenti di Barabino conservati dallo stesso Archivio, è inconfondibile. Emmina De Negri ne identificava già la paternità nel suo testo “Carlo Barabino. Ottocento e rinnovamento urbano” (Sagep, 1977).
Il piano è stato quindi preso in esame nel testo di Francesco Gastaldi e Silvia Soppa “Genova. Piani 1866-1980” (Libreria CLUP, 2004) e una ulteriore analisi è sta riportata nella pagina di Wikipedia: Piano urbanistico di Genova del 1825.
L’originale è conservato dall’Archivio Storico del Comune di Genova, Manoscritto 1020, Documento 18.
Quella che segue è la trascrizione completa della parte testuale e la riproduzione fotografica del relativo documento.

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